domenica 1 agosto 2010



Salve mondo,
ho notato che io e te non sempre andiamo molto d'accordo..
spesso tu arrivi un attimo prima,o io arrivo mezz'ora dopo..
non sempre tu mi piaci,e non sempre coloro che ti popolano mi vanno a genio.
E forse io non sempre vado a genio a loro..
non credi che sia opportuno trovare un'accordo fra noi?
Ebbene da oggi ti affronterò in maniera diversa,non avrò paura di immergermi in te e nelle avventure che mi porrai davanti..
Staremo a vedere..!

venerdì 16 luglio 2010


Is è mo laoch, mo ghile mear (Lui è il mio eroe, il mio amore)

Is è mo shaesar ghile mear (Lui è il mio cesare, il mio amore)
Nì fhuaras fèin aon tsuan ar seàn (Non ho trovato felicità o riposo)
o chuaigh ì gcèin mo ghile mear (da quando il mio amore è partito)

Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie.

Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango,
e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.


Vi lascio con una piccola parte della bellissima canzone dei Modena City Ramblers "In un giorno di pioggia" e ci rivediamo tra un paio di settimane gente(forse anche prima) 
non parto per l'Irlanda purtroppo,mi limiterò alla Calabria(che è comunque bella!)
Un saluto


lunedì 5 luglio 2010

Inutile discutere...è la natura!


L'importanza della diversità è una cosa in cui credo molto.Non bisogna accettarsi l'uno con l'altro per tolleranza,ma per accettazione della nostra diversità.Questo discorso vale soprattutto per la distinzione uomo-donna.Molte conquiste delle donne sono basate su questo principio:la donna può avere gli stessi diritti dell'uomo e fare le sue stesse cose perché la donna è COME l'uomo.
Sarà giusto questo principio?Credo di no...io non voglio ritrovarmi a fare a gara con un uomo per vedere chi è migliore sul piano fisico o intellettuale.é una cosa insensata.Dovremmo avere gli
stessi diritti perché facciamo parte della stessa Natura,ma siamo caratterizzati comunque da essenze diverse.Il sessismo è una grande cavolata perché non ha significato far prevalere un sesso sull'altro.Lo stesso modo di amare fra i due sessi è diverso.Le femmine tendono a desiderare che il loro compagno sia presente in tutti gli aspetti della loro vita,spesso non lo vedono solo come un compagno,ma come un amante,un amico,un fratello,un rapporto quasi totalizzante insomma.Per i maschi è diverso,sono caratterizzati da una sorta di "egoismo"(non voglio usare il termine in senso dispregiativo):la compagna è compagna e basta.Può diventare molto importante se nasce un amore,ma gli altri interessi sono estranei al rapporto con la propria donna.Paragonando la loro vita ad una torta(esempio banale ma esplicativo)la donna sarebbe una fetta(magari anche una fetta molto grande,ma resta comunque una porzione a parte).Essa fa parte della sua vita,ma nel momento in cui l'uomo sta gustando gli altri pezzi può tranquillamente lasciare da parte la porzione che rappresenta la donna per dedicarsi ad essa quando ne avrà tempo o voglia.Lo stesso amore per un figlio per esempio,per una madre è incondizionato.Il bambino non deve fare nulla per ottenere l'amore della madre,essa ama suo figlio solo per il fatto che il bambino esiste.Per un padre è diverso,lui può SCEGLIERE se amare suo figlio o no.Con questo non intendo dire che un padre non provi subito affetto per il suo bambino,ma lo fà comunque in modo diverso.L'uomo in sè è molto "materiale" mentre l'essenza della donna non saprei definirla..comunque mi da l'idea di qualcosa di più profondo..
I battibecchi fra donne e uomini saranno forse il frutto di due essenze che non si capiranno mai del tutto fra loro ma che si cercano..come una calamita e che non possono fare a meno di convivere e completarsi?

venerdì 2 luglio 2010

Perché filosofia


L'interesse dell'uomo,del singolo nasce dallo stupore di fronte alla realtà.La morte di una persona cara può spingere una persona a chiedersi il perché della morte,la vista di un cielo stellato può spingere un futuro astronomo a studiare il cielo,l'impatto con la vista del mare in tempesta può svegliare la vena di un artista e il desiderio di capire come rappresentare quell'immagine naturale su una tela.Insomma gli esempi sono tanti quanti gli uomini che sono ora,che sono stati e che saranno.Ogni uomo dai tempi dei tempi ha sentito la necessità di CAPIRE,di conoscere.Per conoscere non intendo studiare sui libri laurearsi ecc ecc,ma intendo fare esperienza,esperienza di un amore,esperienza di un'intuizione,interessarsi alla realtà e desiderare di capirla.Questo è un desiderio che riguarda TUTTI gli uomini,di tutti i tempi e di tutte le età.Ce l'ha l'operaio che ama la sua famiglia,lo scienziato,il dottore,il filosofo,l'artista,il mendicante,tutti.Il semplice fatto di avere una mente,una ragione,ci condanna al desiderio di conoscere.Ora bisogna considerare l'importanza dell'INDIVIDUALITà.Essa può dipendere da tantissimi fattori e contingenze(educazione,società,propensioni personali,carattere,esperienze ecc.),questa nostra personalissima individualità e soggettività porterà ogni uomo a studiare l'unica realtà da punti di vista diversi.é per questo che per me la religione,la scienza,l'arte e tantissime altre cose non sono altro che metodi di conoscenza,desideri di ricerca dell'uomo.Una domanda,una provocazione mi ha messo un po in crisi:come la mosca che con la sua "ragione"continua a sbattere contro il vetro senza capire che dovrebbe volare un po più in la per trovare uno spazio libero per passare,l'uomo continua a sbattere contro la domanda del PERCHé senza capire che un perché non c'è e che gli basterebbe farsene una ragione per andare avanti senza problemi.Questa è una frase che potrebbe essere rivolta contro uno che vede la realtà in modo finalistico,ovvero tutto ha un fine,ogni singola parte dell'universo partecipa al raggiungimento di un fine che comunemente viene identificato con un dio.Quello di cui parlo io è qualcosa di diverso è lo studio di una realtà,di un'armonia,di un mistero che è quello della vita e dell'esistenza dell'uomo e della natura stessa.Si possono ricercare le ragioni di questo da tanti punti di vista:quello che io chiamo origine,tu,per esempio,lo chiami Dio.la filosofia non è altro che questo:"filein" "sophia" dal greco amare il sapere.é la domanda dell'uomo di fronte alla realtà.Ci sia un fine o no,ci sia solo la materia o un'anima,ci sia qualcos'altro,io non lo so.Non lo saprà mai nessun uomo con certezza perché anche lo scienziato più intelligente del mondo avrà sempre la mente troppo piccola per contenere la grandezza del TUTTO.Io voglio solo seguire la mia natura,l'umana propensione verso la conoscenza.

sabato 26 giugno 2010

Un frammento



Mentre la vita,nel suo aspetto strettamente biologico,è un mistero,l'uomo,nel suo aspetto umano,è un abisso insondabile,sia per se stesso sia per tutti i suoi simili.Noi crediamo di conoscerci,eppure,ad onta dei nostri sforzi,non ci conosciamo affatto;crediamo di conoscere i nostri simili,eppure non li conosciamo,perché noi non siamo un oggetto,e neppure i nostri simili lo sono.Più penetriamo nel nostro intimo,o nell'intimo di un altro essere,più la mèta ci sfugge.Eppure non possiamo fare a meno di desiderare di penetrare nel segreto dell'animo umano,nel suo più profondo nucleo.

Erich Fromm-L'arte di amare

mercoledì 23 giugno 2010

Questione di attimi


In questo momento,si proprio in questo qui,da qualche parte del mondo un uomo muore,un bambino nasce,due ragazzi fanno l'amore.


E sempre in questo momento una ragazza piange,in gruppo dei giovani brindano per i loro esami,e un uomo è in viaggio con la sua macchina.





In questo momento tante vite si svolgono e tanti destini si compiono.
In questo momento assaporo la solitudine della mia malinconia. Non ho paura di lei,sto imparando ad apprezzarla.



domenica 20 giugno 2010

FELICITà è CONOSCERE.

                                                                                 Così diceva Platone.
  é incredibile quanto si possa capire da questa frase.
  é incredibile quanto ci sia da dire su questa frase.
 é incredibile quanto io e un uomo vissuto quasi 2500 anni prima di me possiamo avere una visione così simile della realtà.